
So mica perche’ mi prendo certe rogne, io. Devo avere una sorta di mirino, qui piantato nella fronte, per scegliere tutte le faccende che – le avverto con grandi intuito e lungimiranza – mi sfracelleranno la minchiazza a lungo e tanto.
Una persona e’ nevrotica, instabile, irascibile e manesca? Me la scelgo subito come mamma, guarda. La vedo proprio dall’alto e urlo al cielo “Mia! Miaaa!” che si sa mai ci finisca nella pancia qualcun altro. No, io.
Una persona e’ nevrotica, instabile, irascibile e manesca? Me la scelgo subito come mamma, guarda. La vedo proprio dall’alto e urlo al cielo “Mia! Miaaa!” che si sa mai ci finisca nella pancia qualcun altro. No, io.
Ho un momento di vita tranquillo, sereno e senza increspature, da suscitare invidia anche a sanFrancesco? Ma salvo il primo cazzodicane senza coda che mi capita! Ecco cosa.
Che non ho mica capito se son io che sbaglio. Che a me non riesce mica di trattare ‘gli animali' di casa come ‘bestie’, come cose a se’ stanti’: per me sono un paio d’occhi che mi guardano, un carattere ben preciso, un baffo arcuato o una barbetta sotto ad un grosso naso. Sono loro. Tutto li’. Ed e’ quello che mi frega.
Penso sempre di aver confidenza, una certa affinita’ e una indubbia intimita’ con costoro che mi girano per casa, e no. Non e’ mica cosi’ sai?
Mi alzo prestissimo e alle seiemezza di mattina son gia’ li’ che giro per prati con il Ciciu, massi’ dai, quello brutto e senza coda. Quello che si esprime con grossi bau, insomma. E niente.
Lo tratto bene, che mica tutti hanno i prati sotto casa e la mattina si possono permettere di vedere i daini, il volo delle poiane e calpestare le violette. Maledetto ciccione. E invece, dopo giri e giri, si ritorna a casa che io andrei di nuovo a dormire, mi scappa la pipi’ e mi devo ancora preparare che il treno ha questo brutto vizio qui, che non lo so, ma non mi aspetta mica. E allora di corsa, rientra con lui che tira il guinzaglio per conquistare il filo d’erbetta, o il volo della farfallina. Voglio dire, perdere il treno per un cacchio di filo d’erba non sarebbe mica onorevole, conveniamone. E che ti succede?
Lo tratto bene, che mica tutti hanno i prati sotto casa e la mattina si possono permettere di vedere i daini, il volo delle poiane e calpestare le violette. Maledetto ciccione. E invece, dopo giri e giri, si ritorna a casa che io andrei di nuovo a dormire, mi scappa la pipi’ e mi devo ancora preparare che il treno ha questo brutto vizio qui, che non lo so, ma non mi aspetta mica. E allora di corsa, rientra con lui che tira il guinzaglio per conquistare il filo d’erbetta, o il volo della farfallina. Voglio dire, perdere il treno per un cacchio di filo d’erba non sarebbe mica onorevole, conveniamone. E che ti succede?
Che quando rientriamo in casa, che devo fare ancora tutto di corsa, dalla pipi’ alla vestizione da persona seria che lavora. Eccolo.
Mentre mi agghindo come la madonna del petrolio e sono in bagno, lui che fa?
Un paio di attentati ai gatti, pretendendo di schiacciarli sotto quelle zampacce neanche fosse 'n bel gioco. Evabbe’. Un paio di attentati alle ciotole dei gatti. Evabbe’ bis. E la cacca in entrata.
Mentre mi agghindo come la madonna del petrolio e sono in bagno, lui che fa?
Un paio di attentati ai gatti, pretendendo di schiacciarli sotto quelle zampacce neanche fosse 'n bel gioco. Evabbe’. Un paio di attentati alle ciotole dei gatti. Evabbe’ bis. E la cacca in entrata.
No, voglio dire, e’ stato n’ora sui prati, porcacciailsuointestino! Niente. Sul pavimento. Li’, bella piazzata al centro con tanto di filo d’erba che fa capolino.
Gli va bene che lo amo, senno’ visto che non ci capiamo mica, avrei gia’ divorziato, guarda!
Ma pensa tu che vita – e’ il caso – di mmerda.

