facoltativamente rossa...

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13/01/12

La vita con te...

Che mi guardi con quegli occhi che sembrano dire: "Che ho fatto stavolta?". Ecco.
Stavolta hai fatto che non mi hai lasciata dormire, porcoduncane.
Che ogni due ore hai pensato fosse giusto avvicinarti zampettando, quatto quatto, al letto e uggiolare sottovoce (si', hai anche la faccia tosta di fingere di farlo piano, quasi a dire "Disturbo?"), e cosi' Hiiiiiiiiiiiii hiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, dimmi cosa vuoi, dimmi perche' mi fai alzare alle dueedieci di notte.
Cacca? Pipi'? Boh. Anche tu, che mi guardi alla luce arancione e soffusa del comodino, potresti rispondere, no? Niente. Ti accompagno giu' dai tre scalini, su' per gli altri nove scalini e poi fuori. Espleta pure, ma sbrigati! Che c'era un vento terribile stanotte, a ondate, che dava manrovesci al tetto, alle piante.
Macche', non era urgenza cacca e nemmeno pipi'. Avrai paura del vento...
E allora spingi il culone di smozzico di coda dotato, e coccola, e carezza. E carezza e coccola ancora. Magari prendi sonnolenza. Che piu' che altro la sonnolenza l'avevo addosso io, ma pazienza.
Niente. Spegni tutto che si prova a ridiscendere a nanna. Un freddo porcaccione e la pelle come le galline. E dieci minuti, dieci d'orologio e nuovamente tictic di zampe cagnesche sul pavimento. Zona letto, il mio.
Eri di nuovo li', con gli occhioni ingranditi dalla vicinanza che sembravi il Gattoconglistivali della Pixar, diosanto!!! Con l'aria supplichevole e colpevole insieme.
Mentre io, di nuovo a chiedermi come mai, perche' non dormi e che cacchio ci fai sveglio. Fra poche ore mi devo alzare e tu stai anticipando un po' troppo l'operazione. Mah.
E scendi i tre gradini, sali gli altri nove spingendo cane. Evabbe'. Riproviamo con cacca e pipi', magari hai lo stimolo a scoppio ritardato. Di nuovo stropicciando gli occhi, cercando di saltellare da un piede all'altro - scalzi - per non prendere troppo freddo. Ancora.
Niente. Che penso allora fosse proprio la paura del vento, senno' non mi spiego come mai. Proprio tu che dormi filato filato peggio di me, e' strana sta cosa.
Che in mezzo ai pensieri appannati dal sonno inizi anche a considerare "Oddio il Ciciu mio cane sta male? cosa avra'?" ma tu prendi il tuo giochino e inizi a menare la testa di qua' e di la' scuotendo il povero residuo smozzicato di balocco. Razzadibastardo! Invece che le coccole stavolta ti prendoacalcinculo, alla faccia degli animalisti e dei vari CesarMillan. Per dire.
Tu, brutto porcoduncane che questo avantendre' me l'hai ripetuto ancora e ancora, nelle ore successive - anche se ti sei attaccato al tram, perche' ho fatto finta di non sentirti vigliacco che non sei altro, disturbatore del sonno altrui - giuro che stanotte sto sveglia solo per il gusto di venire a scocciare te, buttandoti giu' dalla branda, guarda.
Che poi l'ho scoperto cosa ci avevi, brutta oloturia chenonoseialtro.
Appena mi sono alzata barcollando alle seimenounquarto, stamani (che sembravo proprio il pirata Jack Sparrow guarda, ma meno lucida) ti ho messo nella ciotola la tua colazione fumante - che io sono mica normale, mi alzo all'alba e cucino per te, mica apro le scatolette io, e oggi l'albergo prevedeva ali di pollo disossate con fegatini e cuoricini sempre del povero pollo con carote e pasta corta, filo 'olio bbuono e pizzico di sale, maremmalatuamaiala dei bambini che hanno fame - e ti sei fiondato 'bbuffandoti come se non avessi mangiato da mesi, anche se ieri sera hai fatto pasto parallelo nonche' sovrabbondante. Niente.
E' che avevi fame, ecco cosa.
Perche' appena terminato (in un lampo, in un secondo di neutrino della Gelmini, praticamente) il lauto e fiero pasto ti sei fiondato sul divano, beato e ronfante che non sentivi nemmeno piu' i gatti che ti passeggiavano sopra, e ho detto tutto.
Mi diventerai una boa, come me, lo sento. Diventerai una botte ripiena di macinata e crocchette per gatti - ladro! Diventerai un tir con tanto di autoarticolato, un intero convoglio su quattro zampe. Un barile di grasso, cacca e gas in ordine sparso e non in quantita' decrescente.
Ti portero' giu' a rotolare per i prati anziche' a correre.
Ma almeno, forse, sara' salvo il mio sonno.

29/11/11

La vita difficile...

Guarda che con voi ci vuole proprio della pazienza, sai?
Che io continuavo a dirtelo di non dargliela, quella roba li' al cagnino (che ormai di 'ino' ha solo i mesi, molto probabilmente il cervello e lo smozzico di coda, per il resto ha passato i venti chili e i duemetri di lunghezza, per dire), che poi lo sai che e' un segugio che segugia le cose. E quando le ritiene molto preziose tende a nasconderle. Me l'hai fatto notare tu, lo hai rimosso?
Quando l'altro ieri hai pulito con dovizia la povera aringa affumicata, dovevi proprio profonderti in gentilezze pro cane? davvero era necessario, impellente e generoso donargli la testa? la testa dell'aringa, intendo.
Ecco.
Perche' sappi, stanotte io ho dormito in compagnia. E non era solamente e felicemente la tua compagnia. No. Perche' quel pezzodifango di cane, ha pensato bene di amare moltissimo quella testadicazzodiaringa. E l'ha nascosta scavando. Si, scavando, come compete a un cane - e' anche giusto - ma guardacaso, sotto al cuscino del letto. Lato mio.
Cosi' ho goduto nottetempo delle tue gambe, del tuo calore, e del lenzuolo (me ne fossi almeno accorta prima!) marezzato d'unto al parfum d'aring.
Sai? quell'afrorino affumicato. Persistente e pungente, tutta notte, sotto le nari? Ecco.

Pero' mi sono vendicata. Hai presente la testa dell'aringa? Tu l'hai piu' vista? no?
Ecco: controlla le tasche del tuo giaccone.