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23/10/12

Quello che ho.

Scrivo. Quando riesco, e male. Non so quando e come finirò questa tesi. Apro il file e mi prende la nausea. A volte vorrei fare tante cose, mi entusiasmo, e poi faccio come i palloncini bucati. Pffffffffffffffffffff. Giorni fa volevo conoscere nuove persone qui, al Travel Blogger Elevator: gente intelligente che investe nelle proprie idee, nelle proprie parole scritte; nella Liguria cosi’ come nel resto del mondo. Ognuno il suo spicchio da raccontare; e’ il caso di dire che il maremagnum del web, se lo si sa pagaiare con intelligenza porta lontano. E invece niente, mi si son strette le alucce lungo i fianchi, a questa idea: di buttarmi  in mezzo a gente che ha un passo diverso dal mio. Immagini far viaggiare un trenino della Märklìn sui binari delle FF.SS.? Uguale. E mi son detta ‘che cacchio vai?’ che poi magari ti pigliano pure, vogliono che tu scrivi: poi come li rispetti gli impegni? Che racconti? ‘Oh si, vorrei tanto tanto farti quel resoconto sulla località tanto tanto carina, ma peccato, vedi un po’: non ho soldi per la benzina e non posso muovermi da casa”. No, dai, non e’ roba. 
Leggo notizie di blog famosi che ti insegnano come vivere con 5 euro cinque a settimana. Vorresti. Io ne spendo meno. Non posso fare altrimenti.
Non mi pesa nemmeno piu’ di tanto, sai? Solo mi rode parecchio quando sono gli affetti che ci rimettono: come pensi di andare a trovare quell’amica a cui vuoi bene, e che ha avuto un bambino? A mani vuote? Che le porti? Un ciotolo marino per ricordo? Un fungo dei boschi? Una torta di erbe dell’orto fatta con le mani tue? Insomma, ci sono occasioni in cui non si puo’ fare i barboni: alcune occasioni richiedono rispetto. Richiedono di saper stare in società, e se si e’ rifiuti in abbandono, allora basta imparare e stare zitti e in disparte. Ho persino fatto in ritardo un dono importantissimo, per me, per Lui. Per un suo compleanno importantissimo. Niente. Carta bloccata: riprova, sarai piu' fortunata. E lo so che a Lui non importava, ma a me si porcaeva, a me importa piu' di ogni cosa.
Ho imparato a vestire vintage, ho imparato a usare dieci euro a settimana (per la sola benzina), a chiedere aiuto a chi amo (e buttare giu’ la pillola amara dell’orgoglio perduto), ho imparato che posso anche non truccarmi (che i trucchi costano), che posso andare in jeans (cosi’ non rompo collants) che posso trattenere il respiro dal nove del mese al ventiquattro, una volta che ho fatto una spesa una per i generi di prima necessita’ e le bollette.

Prendo il respiro.
Ma sopratutto ho imparato che la mattina, quando esco al buio, nella nebbia e ascolto i passi del mio cane sul pietrisco. Guardo le colline schiarirsi piano, quando guardo il verde dei prati, sono comunque felice. 
Ho qualcuno da amare, e lo faccio con tutte le forze. 
Ho gli occhi per vedere, ancora, quello che ha importanza notare. Le altre cose, tanto, non restano. 
Io non chiedo mica altro.

L'autunno, in poche parole colorate...
 L'autunno, in poche parole colorate...

L'autunno, in poche parole colorate...



L'autunno, in poche parole colorate...





* "La felicità è tale solo se è condivisa" (Christopher Johnson McCandless (1968-1992)).

29/05/12

La vita l'amore le vacche



Mi chiedi come sto. E in testa passano in rassegna  cosi’ tante parole. Ammonticchiate, confuse. Saprei cosa rispondere, sai? E’ che non lo so come sto, non me lo chiedo, tutto qui.
Ricordi quando eravamo tutte intente a eseguire per benino cio’ che abbiamo imparato sin da bambine? 
A essere attente a tutti, a seguire i precetti della brava donnina, a non far rumore. Ecco. 
E li abbiamo imparati cosi’ bene, che alla fine era come essere macchinine teleguidate, indipendentemente da quello che diceva o avrebbe detto il cuore.
Facevamo la cosa giusta, tutto qui.
Poi, che non fosse la cosa giusta per noi, non voleva dire nulla. Avevamo imparato talmente bene a incasellarci, perche’ smuovere questo sistema perfetto? Perche’ rovinare il quadro?
Ci siamo trovate a vivere secondo tradizioni cosi’ radicate che non sappiamo piu’, nemmeno, se fanno parte del nostro dna o del nostro corredo di biancheria. Rettitudine, attenzione agli altri. Non che fossero necessarie firme o case acquistate insieme, erano automatismi.
Erano autostrade che percorrevamo senza chiederci perche’.
Erano percorsi che forse facevano bene a qualcun altro, ma non a noi.
Ce ne siamo accorte troppo tardi, pero’.
A quante e’ successo, dimmi?
E ora? Ora vivo per me, e no, niente e’ incasellabile ne' ben organizzato. Almeno apparentemente.
Perche’ invece, tutto si incastra perfettamente nel mio cuore.
Dove sento sicurezza, sentimenti saldi, profondita’ mai provate.
E le apparenze, anche se non sono quelle che, forse, ci hanno insegnate come ‘giuste’, come quelle desiderabili, non importano piu’.
Non mi pongo il problema. Perche’ adesso faccio bene a me, e cosi’ facendo – ritengo – faccio bene anche a chi amo.
E no, io, noi, non siamo incasellabili. Ma siamo. E non siamo forse, per gli altri.
Pero’ finalmente siamo per noi stessi. Senza autostrade, ma con sentieri di ciottoli e fili d'erba.
E cosi', a volte mi fermo a guardare la strada, il cielo e persino qualche farfalla dalle traiettorie impreviste. 
E la riconosco in me. E sorrido. Ecco come sto.

23/04/12

Ora e' primavera.

primo giugno


Che stamani le ho sentite. Era la prima volta, quest'anno. E le ho sentite forte, con quegli strilli che riempiono l'aria, che fanno rimbalzare i suoni sui tetti, sulle ardesie e sui balconi. Era la prima volta che sentivo le rondini. E a me, lo stridio delle rondini, insieme alla pioggia, e' il suono che amo di piu' al mondo intero.
Se escludo la voce dell'Uomo che amo, ma quello e' un suono diverso, non e' fuori. E' chiuso, tenuto stretto dentro. E' qualcosa che lega la vita, che segna i giorni.
Non e' come le rondini, che mi piacciono in maniera diversa: sono la mia citta', diventano il sottofondo del suo grigio. Sono le passeggiate in Spianata Castelletto di quando ero bambina, e la finestra della Zia Wanda che guardavo sempre se era aperta, cosi' la immaginavo dentro che faceva qualcosa e a volte avevo la fortuna di vederla sporgere la Zia, che magari attaccava alla corda uno straccetto, a stendere. O bagnava il ciclamino che fioriva sempre. 
Si', le rondini per me, la fanno eccome la primavera.


Aria malinconica di freddo

caruggio dalla luce rosa

Prospettiva rosa

Vico Usodimare

02/01/12

Camminando sin qui...

E' tutto qui...
Ho imparato che mi piace vedermi con i tuoi occhi. Sembro una cosa migliore.
Ho imparato che posso superare esami che credevo di non voler neanche affrontare.
Ho imparato che riesco a vedere quello che ho conquistato, e non sempre quello che non ho ancora.
Ho acquistato della pittura color lavanda per gli infissi di casa, e la usero'.
Ho ordinato un cd che contiene una canzone - e non lo avevo mai realizzato, messo a fuoco prima - mi fa da colonna sonora da trent'anni in qua.
Ho capito che mi mancavano delle cose, anche stupide forse, non so, ma non per me. Non importa. E quindi voglio ancora disegnare, avere matite colorate sempre a portata di mano. Voglio libri in prima edizione, per provare il brivido di un viaggio a ritroso nel tempo. Voglio le camminate nei prati guardando da vicino le stagioni che passano. Voglio i tuoi baci.
Ho capito che soprattutto voglio il tuo abbraccio. Che e' come avere tutto il mondo.
Ho capito che mi piace cucinare in due, rubandoci posate, cipolle gia' tagliate o contendendo la stessa pentola. Facendo finte liti e baruffa, accapigliandoci per chi usa per primo proprio quel fornello. Facendo pace in un groviglio di mani, di gambe, mentre sul fuoco il resto brucia. Con le cipolle e le anatre all'arancia. E la pentola contesa.
Ho imparato che non sempre le cose desiderate capitano nel contesto di vita che avevi sperato, e allora tendi ad apprezzarle un po' meno. Ecco. Voglio imparare a mettere fuori fuoco questo contesto. E trovare bello il ripieno. E capire che dopo aver aspettato tanto quel dolce, non si puo' non morderlo con delizia solo perche' non ti piace la carta della confezione.
Ecco. Desidero imparare a togliere la carta da rifascio brutta, dalla mia vita.
Perche', credo, finche' sono in grado di vedere e capire queste cose, ho ancora tutto.