Scrivo. Quando riesco, e male. Non so quando e come finirò
questa tesi. Apro il file e mi prende la nausea. A volte vorrei fare tante
cose, mi entusiasmo, e poi faccio come i palloncini bucati.
Pffffffffffffffffffff. Giorni fa volevo conoscere nuove persone qui, al Travel Blogger Elevator: gente intelligente che investe nelle proprie idee, nelle proprie
parole scritte; nella Liguria cosi’ come nel resto del mondo. Ognuno il suo
spicchio da raccontare; e’ il caso di dire che il maremagnum del web, se lo si
sa pagaiare con intelligenza porta lontano. E invece niente, mi si son strette
le alucce lungo i fianchi, a questa idea: di buttarmi in mezzo a gente che ha un passo diverso dal
mio. Immagini far viaggiare un trenino della Märklìn sui binari delle FF.SS.?
Uguale. E mi son detta ‘che cacchio vai?’ che poi magari ti pigliano pure,
vogliono che tu scrivi: poi come li rispetti gli impegni? Che racconti? ‘Oh si,
vorrei tanto tanto farti quel resoconto sulla località tanto tanto carina, ma
peccato, vedi un po’: non ho soldi per la benzina e non posso muovermi da casa”.
No, dai, non e’ roba.
Leggo notizie di blog famosi che ti insegnano come vivere con 5 euro cinque a
settimana. Vorresti. Io ne spendo meno. Non posso fare altrimenti.
Non mi pesa nemmeno piu’ di tanto, sai? Solo mi rode parecchio quando sono gli affetti che ci rimettono: come pensi di andare a trovare quell’amica a cui vuoi bene, e che ha avuto un bambino? A mani vuote? Che le porti? Un ciotolo marino per ricordo? Un fungo dei boschi? Una torta di erbe dell’orto fatta con le mani tue? Insomma, ci sono occasioni in cui non si puo’ fare i barboni: alcune occasioni richiedono rispetto. Richiedono di saper stare in società, e se si e’ rifiuti in abbandono, allora basta imparare e stare zitti e in disparte. Ho persino fatto in ritardo un dono importantissimo, per me, per Lui. Per un suo compleanno importantissimo. Niente. Carta bloccata: riprova, sarai piu' fortunata. E lo so che a Lui non importava, ma a me si porcaeva, a me importa piu' di ogni cosa.
Non mi pesa nemmeno piu’ di tanto, sai? Solo mi rode parecchio quando sono gli affetti che ci rimettono: come pensi di andare a trovare quell’amica a cui vuoi bene, e che ha avuto un bambino? A mani vuote? Che le porti? Un ciotolo marino per ricordo? Un fungo dei boschi? Una torta di erbe dell’orto fatta con le mani tue? Insomma, ci sono occasioni in cui non si puo’ fare i barboni: alcune occasioni richiedono rispetto. Richiedono di saper stare in società, e se si e’ rifiuti in abbandono, allora basta imparare e stare zitti e in disparte. Ho persino fatto in ritardo un dono importantissimo, per me, per Lui. Per un suo compleanno importantissimo. Niente. Carta bloccata: riprova, sarai piu' fortunata. E lo so che a Lui non importava, ma a me si porcaeva, a me importa piu' di ogni cosa.
Ho imparato a vestire vintage, ho imparato a usare dieci euro a settimana (per
la sola benzina), a chiedere aiuto a chi amo (e buttare giu’ la pillola amara
dell’orgoglio perduto), ho imparato che posso anche non truccarmi (che i
trucchi costano), che posso andare in jeans (cosi’ non rompo collants) che
posso trattenere il respiro dal nove del mese al ventiquattro, una volta che ho
fatto una spesa una per i generi di prima necessita’ e le bollette.
Prendo il respiro.
Ma sopratutto ho imparato che la mattina, quando esco al buio, nella nebbia e ascolto i passi del mio cane sul pietrisco. Guardo le colline schiarirsi piano, quando guardo il verde dei prati, sono comunque felice.
Ho qualcuno da amare, e lo faccio con tutte le forze.
Ho gli occhi per vedere, ancora, quello che ha importanza notare. Le altre cose, tanto, non restano.
Io non chiedo mica altro.
* "La felicità è tale solo se è condivisa" (Christopher Johnson McCandless (1968-1992)).
