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25/11/11

Ancora un alba, e poi un altra...

Quando la mattina cammino nei prati, mi vengono in mente parole cosi’ inusuali, cosi’ piene e dense… e penso che vorrei scriverle, ricordarle.
Poi arrivo qui, davanti la pagina intonsa e non le so piu’. Come non averle mai ascoltate, nemmeno nel rimbombo dei pensieri.
Perche’ la mattina e’ ancora cosi’ buia, cosi’ silenziosa.
E l’erba fa rumori cosi’ strani quando e’ ghiacciata, che ti viene da pensare a scrocchiante a fragile, fuscello per poi sentire un sottile patatrak, e arrivare a un sccccccc.
Vedi a malapena, con quel soffio luminoso che arriva da levante, trafila dal monte la’ sopra. Potrebbe essere chiarore di luna, a ques’ora tutte le cose si somigliano e i colori sono due o tre. Ma i toni del blu e dei grigi ci sono tutti. Anche qui, quante altre parole… l’odore di neve, di ozono. Un pungente che si mischia a un pizzicato e a un fremito soffiato.
Puoi inventare quello che vuoi a quest’ora.
Anche l’ombra dei daini che pochi metri piu’ in alto stanno fuggendo, sa di fumo, plumbeo di camino acceso – vai a capire perche’ – e di foglie che si spezzano sotto i piedi, crepitando. Li vedi che corrono veloci, e ti fanno un po’ rabbia, perche’ con tutte queste parole che frizionano i pensieri, tu non fai parte di questo prato, di questa vallata. Tu ci sei appoggiata sopra, con i piedi, magari. Ma non sei il tessuto di questa terra, come loro. Non sei un pezzo di questa unita’, non ne fai parte. Come essere spettatore di un quadro e non trama fitta di pennellate. Non corpo, fibra e colore ad olio.
E pensi una cosa buffa, che vorresti essere un po’ come il Grenouille di Suskind, stracciarti in piccoli filamenti, sottile filigrana in mezzo a terra, filo d’erba sotto questa nebbia densa.
Poi il cielo schiarisce ancora, e riparti. Intera, nonostante tutto…