Che poi non e’ che per il banalissimo fatto di viver periodi piu’ o meno faticosi, si diventi piu’ attenti, piu’ furbi o semplicemente piu’ morigerati.
Che sai? A volte vien da pensare che ti spegni un po’, ti metti in folle come n'automobile e resti li’. In sospensione. In attesa di veder passare gl'arsivoli.
Ma
neanche per il parabrezza. Resti una cazzona avariata (cit.) e non c’e’ niente
da fare, che forse e’ anche un bene, che cosi’ ti fai ridere da sola e proprio
male non e’.
Che a me
piace tanto di ridermi addosso. E comunque.
L’altra
sera ero tutta presa dal mio esame all’Universita’, che anche se sono vecchia
impagliata, continuo imperterrita, no? E niente. La mia, puoi immaginarlo, nelle ultime sere
era una cucina di sopravvivenza.
Che, voglio dire, se sei li’ con la testa tipo mulo, china sui libri, non ti metti a fare le cinque piu’ difficili ricette dell’Escoffier. Ne converrai.
E infatti, ci avevo li’ un ossobuco al sugo, una robetta leggera che coceva da circa diec’ore. Una transustanziazione di garretto e midollo. E che mi aveva rubato tre minuti di tempo tre per la preparazione, che intanto a pippiare piano piano sul foco ci aveva pensato da se’, senza troppo coinvolgimento della studentessa. Che sarei io.
Che, voglio dire, se sei li’ con la testa tipo mulo, china sui libri, non ti metti a fare le cinque piu’ difficili ricette dell’Escoffier. Ne converrai.
E infatti, ci avevo li’ un ossobuco al sugo, una robetta leggera che coceva da circa diec’ore. Una transustanziazione di garretto e midollo. E che mi aveva rubato tre minuti di tempo tre per la preparazione, che intanto a pippiare piano piano sul foco ci aveva pensato da se’, senza troppo coinvolgimento della studentessa. Che sarei io.
E niente.
Che mi piglia di desiderio, la sera l’altra? Che magari con quell’ossobuco ci
potevo anche fare un po’ di cus-cus. Si fa presto a cuocere, un po’ di
carboidrato ci vuole, basta un po’ d’acqua a bollire. Insomma. M’ero
autoconvinta abbastanza, e cosi’ ho fatto.
Poi lo
dicevo pure, mentre spignattavo, con il mio Muccio, che stavo facendo una bel
cus-cus da intingere nel pochissimo sugo coll’ossobuco, no? E giravo, intanto
la poltiglia.
Parlavo
al telefono e giravo.
Pero’ che
strano, giro giro e non succede niente. Che dici? L’avro’ mica annegato? Dici
che aggiungo altro cus-cus? E proviamo. E aggiungi. E allunga, che forse adesso
c’e’ poca acqua. Ma fors’anche era poco bollente. Riprova e ritenta.
Che alla
fine avevo anche gia’ terminato la conversazione con l’Ammoremio, che mi spiega
tutto quello che penso (a-ri-cit.), e niente. Sto panfrutto di cus-cus non ne voleva
sapere. Strano.
Che voglio
dire, se avessi guardato meglio la confezione e vi avessi diligentemente letto “polenta
istantanea”, ecco.
N.d.a.
(che forse qui, apporto una certa quantita' lievemente ridondante di congiunzioni buttate un po' amminchia, me ne rendo conto, pero' dai, i risultati dello studio si sentono, diciamolo! che scrivo d'un bene, che levati! mi sa che dai prossimi post ci metto anche la bibliografia.)
P.S. 'M'ciottino, che ci faceva in casa nostra dell'infame polenta istantanea?
N.d.a.
(che forse qui, apporto una certa quantita' lievemente ridondante di congiunzioni buttate un po' amminchia, me ne rendo conto, pero' dai, i risultati dello studio si sentono, diciamolo! che scrivo d'un bene, che levati! mi sa che dai prossimi post ci metto anche la bibliografia.)
P.S. 'M'ciottino, che ci faceva in casa nostra dell'infame polenta istantanea?