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23/11/11

Ecco.

Che poi io non parlo mai seriamente, e invece, ecco mi escono i fiumi di veleno che trasbordano a destra e a manca, a prua e a babordo. Comunque.
Che ieri pomeriggio, uscivo di corsa avendo finito in ufficio e prendevo al volo volato - come sempre - il mio benedetto trenino del rientro nei monti. E no, volevo dire, son cose che fanno meditare.
Sono quelle cose capitali per cui, dici, questa la scrivo sul blog.
E gia' li' vedi a che punti di deriva sei giunto o giunta, dipende se ti parli al maschile, al femminile o al neutro come me, che non mi rivolgo piu' nemmeno la parola (giuro guarda, quando devo pensare fra me e me faccio persino finta che a parlare sia qualcun'altro, senno' non sto nemmeno a sentire, figurati). E niente, dicevo che ieri correvo che correvo, e c'era un vento. Hai presente quella bella tramontana di Genova, che se hai i capelli lunghi e' come avere il tendone del teatro davanti. Abbassato. Ecco, proprio cosi'.
Che a malapena capisci se sotto le suole hai il marciapiede o hai una caccadicane. La differenza potrebbe cambiarti tutto il senso della giornata, fidati.
Mi alambiccavo il cervello (ah -(pausa) ah (ripausa)- ah!) nel tentativo di capire come camminare e vedere almeno una piccola porzione di selciato (ma guarda che noi donne siamo sceme eh! ma da quanto tempo hanno inventato gli elastici? e metterne uno intorno alla foresta tricotica, e ristabilire la visuale no eh?), quando innanzi a me individuo una cosa bellissima. E non e' un caso, non e' una rarita', da qui il mio turpiloq.. la mia disamina, volevo dire. Una ragazza davanti amme', con due stivali. Ma due stivali. Giuro, erano due spadelaser nere, con un tacco di almeno ventitre'. Giuro. Una roba che sembrava l'Everest. Di quelle robe tutte lustre in puraplastica cinese, hai presente? Una di quelle che come minimo, se tiri fuori il piede dopo un par d'ore e' diventato un anguilla marinata. Praticamente un piede di porco. Ecco.
Ma la cosa divertente era vedere come ci ondeggiava sopra, con il vento forte e correndo nel tentativo di attraversare le bianche pedonali. Era bellissima. Praticamente un oca sui trespoli.
E ho avuto la tentazione, forte, fortissima di sorpassarla in grande velocita' e mostrarle al volo, quasi in slancio il mio piede fasciato in scarpe antierotizzanti - ma comode - suolapiana al grido: "PATISCICI!!!!" e distanziarla cosi', senza pieta'.
Non l'ho fatto.
Pero' ho visto che arrancava per salire sulla pedanina del treno. Chissa' se e' arrivata...