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24/11/11

Da uno sbaglio a volte...


Ne escono due.
Davvero eh, e io ne sono la dimostrazione. Che ieri mattina sono uscita tutta dotata, da casa. Dotata di apparecchiature, intendo. Che ci avevo in borsa anche il netbuk e pure la macchina delle fotografie, quella che fa tutto da sola, insomma. Perche' mi sembrava di ricordare che proprio ieri mattina ci fosse la visita al Museo del Mare.
Certo. Infatti era per la settimana successiva. E fin qui, tutto normale (per me).
Eppero', forse aveva un senso avere con se' la dotazione, sai mica mai.
E infatti.
Sai? magari ti sorprendi a cogliere un tramonto, a vedere un piccione schiacciato per strada, le solite cose che si fotografano, insomma.
E infatti.
Proprio mentre rientravo a casa, arrancando per vie montane ed irte, e guarda un po', cosa ti vedo? Ma bellissimo. Proprio una cosa di quelle che ti leva il fiato, che ti lascia' li' sospeso come il primo bacio, il primo sfioramento di ginocchio, il primo 'ti amo' sussurrato sul volto. Cosi'.
Vedo, ancor giorno, ancor chiaro, una figura maestosa che mi attraversa la strada. Un palco enorme.
No, non sto parlando di Ligabue, ne' di nessun'altro artista o attore. Il palco che ho visto era ben piantato sommitatamente sulla testa di un daino.
Si', un daino.
Grande, con queste corna ampie, lunate e fiere: il palco, appunto. Alto, maremma se era alto. Con una compostezza, una eleganza da levar il fiato.
E vedi che ho ragione, che aver portato la macchina fotografica per errore forse, errore non lo era?
E infatti.
Scendo al volo dall'auto, mi ricordo persino di mettere il freno a mano guarda, che con le pendenze che percorro io, giuro che e' una cosa buona (ricordarselo, intendo), e brandendo la fotografica mi avvicino a passo felpatissimo, scivolo come un velluto, lo inseguo con lo sguardo. Si e' spostato di poco, saltando il guard-rail con una facilita' che vorrei avere per un decimo, nelle mie gambe.
Prendo la mira, che almeno la mia e' una mira che non uccide - vorrei dire -e click.

E porcadiunadiquellaputtana, metto a fuoco le foglie anziche' il daino.