Ovvero Notting Hill.
Ma lo vedi come si può essere diversi? Avere sguardi così distanti.
Ma lo vedi come si può essere diversi? Avere sguardi così distanti.
Sapessi quante volte lo abbiamo visto, insieme, quel film. E
insieme è per modo di dire, perché se non ricordo male lo abbiamo visto
stando ognuno nella sua città, a 180 chilometri di distanza. Eppure. Non
riesco a non pensare di averlo visto senza di lui, che la tecnologia, di’ pure
quello che vuoi, ma un po’ aiuta. Si commenta insieme, si scrive e si risponde,
si fanno battute insieme.
E quello, ecco, è un film anche un po’ stupido se proprio
vogliamo. Ma è il nostro film, e non sappiamo neanche bene perché.
E’ entrato così di soppiatto, con le battute imparate
quasi a memoria (non un grande sforzo, ammettiamolo), però è accaduto.
Ogni volta che lo mandano in onda, c’è niente da fare, lo
si riguarda anche fosse la quarantesima.
E ognuno poi, ci vede un po’ quello che crede eh. Da par
mio, ogni volta che il libraio cerca tra scartoffie e suggerisce libri di
viaggio, quelli buoni per rifasciare le verdure, io non posso non pensare alla
somiglianza con il mio, di librario, il libraio che è stato. Prima di
insegnare. E lo guardo sorridendo, come se stessi sorridendo a lui e non a un
attore su uno schermo.
Lui, invece, si riconosce nel coinquilino Spike, quello che
si mette la tuta da sub avendo terminato le magliette pulite. Quello che si
chiede perché lo yogurt abbia quello strano sapore, che poi, certo:
e’ maionese. in tal caso, allora, è buona.
Mi fa abbastanza strano che nessuno si identifichi in lei,
la dea Julia Roberts. Non so, se proprio dovessi pensare a qualcuno i quali
panni potrei indossare, in quel film, e’ la sorella-un po' fuori di Hugh Grant. I capelli
rossi, del resto, ci sono. O potrei fingere di interpretare il quadro di Chagall, al limite. La capra con il violino saprei farla benissimo. E tutti sanno che l'amore e' una capretta bianca che suona il violino, no?
E’ che non mi sento mai il ruolo della protagonista, però un
intervista per “Cavalli e segugi”, ebbene, non saprei resistere nemmeno io, son
sincera.
Eh, che fascino meraviglioso, le piccole librerie... Anch'io certi film li rivedrei decine di volte (magari non proprio questo, che però ricordo di aver trovato assai carino, più di quanto non mi aspettassi...)
RispondiEliminaUn abbraccio grande grande: sei una stella che quando sorge può illuminare le giornate... :)
Accidenti, le tue parole giuro me le stampo, che quando son di malumore le uso al posto del Prozac, giuro!!:-) Che emozzzione!:-*
Elimina(e scherzo per dissimulare il gioioso imbarazzo, giuro).
Zioscri, e' proprio come dici: troviamo il film carino, stupidino. Tutto ino insomma. Ma e' uno di quelli rari, che fan staccare la testa qualche ora e a volte ci vuole.
Ma soprattutto diventa 'importante' per il sottotesto che ci aggiungiamo noi, con i nostri ricordi, le nostre associazioni, e le battute.
"Scusa, non intendevo dire prostituta".
;-)
Devo assolutamente rivederlo.
RispondiEliminaMale non fa:-) E' divertente, e a volte diosolosa se ci vuole!
EliminaAlcuni film, come alcune canzoni... si attaccano a dei momenti precisi e si caricano di significato. Diventano proprio parte della nostra vita... è una cosa che a me piace un sacchissimo. Un bacio dolcezza :*
RispondiEliminaTesoro, colpito e affondato!:-)))))
EliminaSolo che tu lo hai detto meglio, molto neglio!
buon giorno, bibliotecaria :)
RispondiEliminaOh buongiorno!:-)))))))
Elimina(l'orgoglio biblioteconomico e' una gran cosa neh?)