Quando penso alla festa dei diritti delle donne, mi sovviene
che qui, nel nostro Paese, hanno diritto di volto solo dal 1946. Penso che ancora
ai tempi della mia nonna (praticamente una manciata di minuti fa, nell’ordine
del mondo), in pieno fascismo, erano solo mogli e madri di famiglia: un pezzo
utile in un ingranaggio che le gestiva. Poco più che oggetti.
E spesso ho l’impressione che sia ancora così.
Ma io sono fortunata. So di essere una persona migliore
perché ho te, che non sei un maschio, un uomo, sei Tu. Sei il drago, il Corvo,
l’Uomo della Favola e sei amante come amico come fratello. Sei mio. Sei un
pezzo, anzi il tutto. Il contenitore e il contenuto.
Sei quello che mi fa andar bene questa cosa qui di essere
una donna, che non mi era mai piaciuta prima. Eppure non importa cosa sono.
Fossi stata uomo magari era lo stesso. Avrei incontrato comunque quella
ragnatela infinita di pensieri e vissuto che costituisce Te, e sarebbe stata la
stessa cosa.
Ecco, il mio dono, oggi, è sentirmi questa Persona completa
da sola, ma migliore perché di due siamo un unico nodo.
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