Sai certe giornate che ti chiedi perche’ non sei rimasta annodata alle coperte? Alla coda del gatto che ti segna le ore? Al cuscino che ti ha disegnato la tangenziale sulla guancia?
Ecco.
Una di quelle era oggi. Ed e’ tutta colpa mia, non posso addurre scuse. E’ che ieri sera ho visto che c’era un film con Gionni Dip, che io quando vedo Gionni Dip non so perche’ ma mi vien voglia di morderlo, e niente. Dài ancora un minuto, dài resisti che un'altra inquadratura delle espressioni che fa (che, hai mai notato le facce che fa Gionni Dep? Secondo me non ci ha fatto mai caso nessuno che fa le facce strane. Son certa. E’ come se mettesse al quadrato l’espressione ‘giusta per il momento giusto’ solo che si tratta dell’espressione che ti aspetteresti in una vignetta disegnata, non sul naso di un attore. Cosi’ lui, a me, sembra sempre fermo da un riquadro all’altro della striscia dipinta. E’ che fa le facce piu’ belle e piu’ insulse ch'io riesca a immaginare, Gionni Dip, per quello lo morderei, mica perche’ lo considero buono come la focaccia, figurati un po’. Sono mica cosi’ banale), e alla fine – dicevo – arriva quasi l’una di notte che neanche lo sai.
Pero’ te ne accorgi perche’ ti trovi, l’indomani mattina, a bestemmiare in cirillico quando suona la sveglia alle cinqueequarantacinque.
Ecco.
Ma soprattutto, che non dovevi proprio cercare di manducare Gionni Dip, te lo dice il fatto che agli esami di Economia Politica nel corso dei quali tu fai da sorvegliante (assoluto e dispotico) ti trovi: uno, a volare con malcelata grazia giu’ dalla pedana dove e’ posta la cattedra, perche’ la pedana mica l’avevi calcolata; due, a far compilare l’elenco dei presenti senza che nessuno abbia capito una fava, senza che nessuno abbia compilato un mezzero, e soprattutto senza che tu te ne sia resa conto. Restituendo cosi’ al docente un elenco di nomi completamente inutile. E tre, come dolcetto finale, continuando a comunicare che ora fosse ai poveri esaminandi quando chiedevano il glossario, e consegnando il glossario quando si informavano, di volta in volta, quanto ancora mancasse alla fine del compito.
Ho un po’ di vergogna. Posso andarmene a casa?
a me vien voglia di manducare mark ruffalo. ma ormai sono una saggia, eccentrica vecchia signora. e certe voglie me le tengo per me ;-)
RispondiEliminaTu scherzi vero? essere sagge e grandicelle, significa addentare piu' forte e con piu' gusto, semmai! con la consapevolezza della morsicata, proprio... :-DDDDD
Elimina;-)