facoltativamente rossa...

10/01/12

Certe fortune che levati.

tramonto sulla cultura
E cosi', in questo inverno che non sembra inverno. Che seguita a essere morbido, a calare un abbraccio pietoso intorno al mio mondo. Senza ghiaccioli attaccati al tetto e alti quanto me, che non ci vorra' poi molto, ma per esser decantazioni e sgocciolamenti del freddo mica male.
E invece niente, l'erba sciutta sciutta la mattina, che non scrocchia nemmeno. Le mani che le puoi tenere fuori dal piumino che non ti si staccano morsicate dal gelo. E i capelli che non fanno stalattiti se esci di casa che non hai usato con cura il phon. Ecco. Un inverno che lo benedici.
E lo ringrazi in qualche maniera, come puoi.
Io studio.
Gia'. Studio. Butto dentro roba, mi riempio. Ed e' un dono quasi quanto l'inverno tiepido. Un privilegio che ti chiedi come mai non te ne eri resa conto prima, con la stessa lucidita'. Perche' quando eri piu' giovane - la scorsa era geologia, praticamente - lo facevi si' volentieri, ma come un dovere. Una sorta di gradita incombenza.
E ora e' come mangiare un cioccolatino sorseggiando Passito. Un ingoiare concetti, un digerire frasi difficili, ma che poi le ripensi e si sciolgono nei tuoi pensieri. Ti rendono sorridente.
E speri migliore.
Meno male che esistono i libri, meno male che lo studio affranca ed e' come una sete, una fame.
Meno male che ho avuto la fortuna di provarlo.

2 commenti:

  1. Gustosa la mela della conoscenza.

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  2. Concetto stringato ed esaustivo Alberto!:-)
    Altro che bla bla per quarantarighe come me!

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