facoltativamente rossa...

24/08/18

Troppo tempo (che non ti scrivo)

Ciao,
perdonami.
Faccio cose stupide e le faccio in continuazione.
Mi fotografo in controluce. Per vedere se nella fotografia, poi, scorgo l'ombra della tua presenza.
Così come mi guardo, quando la luce è solo un angolo tagliente, negli specchi; poi mi inclino, osservo ogni imperfezione e ombra, rifratte al mio fianco. Cercando la tua altezza, vicino a me.
Perdonami se sono così insulsa. Se non ci credo mai abbastanza, eppure non smetto di provarci.
Se non mi guardo più, per nessun altro motivo.
Se cammino sempre con sufficiente spazio al mio fianco, per lasciare posto a te.
Se tendo le dita nel tentativo di incontrare le tue.
Se agli occhi degli altri questo può sembrare anche apprezzabile, mentre io lo considero solo un burrone inutile, un gigantesco vortice da cui non voglio uscire.
Perdonami.
Se non sono mai stata saggia.
Se rubo le parole altrui, se mi immedesimo e poi smetto di essere io. Se interpreto sempre il ruolo del più cattivo e mi lascio prendere dalla collera, dalla peggior permalosità, dalla polemica.
Se non ho freni senza la tua calma. Se sono sconsolatamente vuota senza le tue parole.
Mio Amico, mio migliore amico, scusa.
Se di fronte alle tragedie non riesco a rialzarmi perché le ascolto e le sento franare nello stomaco, quando già striscio a sufficienza, a terra.
Perdonami se continuo a immaginare me stessa come una persona che è ad anni luce, in verità, da me. Che è come non sarò mai.
Se sono invece un rovo di spine rotte, se non guardo gli altri e metto i tuoi occhiali da sole anche quando sono le otto di sera (ti ho risparmiato un'involontaria rima e spero sarai grato, di questo almeno), ritenendo così di diventare invisibile, intaccabile.
Perdonami se lo specchio nel quale mi rifletto mi restituisce ancora; e perdonami perché vorrei che facesse esattamente il contrario - non so in che modo e in quale altro mondo - riflettendo te, e facendo sparire i contorni di quel che resta delle mie spine.

Tu, ad ogni modo, perdonami.






(la colonna sonora della disperazione però è molto bella)

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