facoltativamente rossa...

04/06/16

Life


Oggi pensavo che questo è il periodo dell'anno in cui iniziamo a rubarci gli elastici per i capelli.
Tu li tagli solo a settembre, all'inizio delle lezioni, e poi li lasci "allo stato brado" come ti diverti sempre a specificare. Ora, giunti ai primi caldi, li hai lunghi sul collo.
Inizi a fare il codino.
Alla mattina il primo di noi che arriva agli elastici prende quello che ha una resistenza migliore. Raccoglie il meno indignitoso (che io so comperare cose che nemmeno una bimba di quattro anni). Ma sei capace di sottrarmi anche quello con la farfalla, fregandotene.
"Un vero Uomo non si fa problemi!" vai chiosando. Ti lasci spuntare dai capelli la farfalla argentata, cui mancano ormai una buona metà degli intarsi smaltati.
E' il periodo dell'anno in cui i visi sono accaldati, gli abbracci appiccicosi.
E' il periodo dell'anno in cui giriamo per boschi. Ci immergiamo con l'erba sino alle ginocchia. Si, occhei, io sono immersa sino alle ginocchia, hai ragione.
Vaghiamo senza sosta nel bosco in mezzo alle ombre del fogliame, in mezzo ai raggi di luce. Cerchiamo cose inutili: pietre, legni, i funghi sono solo una scusa. In realtà raccogliamo un monte di scorie che ormai regnano incontrastate nelle nostre case.
Siamo dei Pollicino al contrario. Lui disseminava nel bosco, noi portiamo via e nascondiamo, ammonticchiamo, disseminiamo nelle stanze. Sono tutte testimonianze dei nostri attimi.
E' il periodo in cui ci prendono le folli passioni per le marmellate. Che poi non mangiamo. Per gli ultimi insaccati della stagione, che appendiamo per tutto il soffitto di casa (le temperature estive, poi, non lo permettono più e tu vai in astinenza da salumficazione casalinga). Non sia mai.
E' il periodo che per noi nessun periodo è banale: ognuno ha la sua porzione di di meraviglia, di cose da fare. Insieme.
E' il nostro gioco senza cesure, senza soste.
Perché noi, a giocare alla vita siamo davvero bravi. E lo meritiamo.
Perché non lo abbiamo mai fatto così bene.
Così in sintonia con un'altro essere umano.
E sai? (giusto per farti arrabbiare per l'ennesima congiunzione di troppo, insistente, cadenzata, ansiolitica).
Non so smettere di essere tutto questo, perché sei la mia essenza più profonda.
E l'unica cosa che posso fare per testimoniarlo è continuare a vivere queste cose, sempre.
Tenendoti con me, stretto.
Perché chi è così dentro al tuo cuore, chi è così infiltrato nel tuo sangue, è te.
E non esiste una parola fine.

Non ho idea di cosa significhi morire. Perché più passa il tempo più ritengo sia qualcosa che non ci riguardi affatto.
E quindi sei con me.
Che litighi elastici, che invasetti composte, che spunti nelle ombre dei boschi.
Mi segui nei viaggi.
Nelle giornate.

Tu, sei me. E non c'è nient'altro da dire.