facoltativamente rossa...

08/06/16

Il canto...


Ricordi quando facevi il sarcastico, sino all'estremo? spiritoso e pungente. Anche quello è un modo per estrarre dolore, come miele dall'alveare. Mi dicevi "Poi facciamo come in Ghost" e sorridevi di sbieco. Schernendo te stesso.
Invece lo hai fatto sul serio, e so che è vero. Se non lo avessi vissuto sulla nostra pelle, lo crederei una follia.
Né mi importa di come, questa cosa, potrebbe essere considerata dagli 'altri'. La pelle e il cuore sono miei, non ho necessità di nessuna verifica.
Uno dei meravigliosi doni che mi hai fatto anche oltre, è stata un'amicizia.
Arrivata a me con percorsi improbabili e imprevedibili, tanto che non puoi pensare al caso, alla fortuna, agli incroci di circostante fortunate.
Che riuscisse a contattare me, in quella maniera era la cosa più improbabile del mondo. E invece.
La più intima amica della tua mamma è arrivata a me.
E' diventata una delle persone che mi stanno più vicine al mondo. E' come se si fosse sostituita alla tua, di voce. E' come se mi lasciasse gli abbracci e il sostegno che erano solo tuoi.
E' come se, attraverso lei, io avessi modo di parlare con una suocera che non ho mai avuto modo di conoscere, se non attraverso te. E ora, attraverso Flavia meravigliosa ultraottantenne, amica d'anima di Mirella.
Ed è il modo con cui tu fai come in Ghost. Del resto, me lo avevi promesso...

Alla fine del giorno quando la morte
verrà alla tua porta,
quale tesoro tu le darai?
A lei io porterò un’anima traboccante;
non la lascerò a mani vuote,
il giorno che la morte
verrà alla mia porta.
Molte notti d’autunno e di primavera,
molti tramonti e molte aurore,
con molta ambrosia si sono versati nel calice della vita.
Al tocco di luci ed ombre, di gioie e di dolori
il mio cuore si è ricolmato
di fiori e frutti.
L’ultimo giorno l’ornerò
di questo tesoro, di tutte le ricchezze
che ho potuto raccogliere:
il giorno che la morte verrà alla mia porta.
R. Tagore Silaidoho, 10 luglio 1910





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